Ultima modifica: 2 aprile 2018

“L’Arco di Palmira”, incontro con lo scultore Filippo Tincolini

Filippo Tincolini incontra i ragazzi del Liceo Artistico F. Russoli di Pisa e Cascina.

Mercoledì 11 aprile 2018

Filippo Tincolini, classe 1976, pontederese di nascita e carrarese di adozione, è uno dei giovani scultori più conosciuti nel territorio.

Dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Lucca, si diploma nel 2001 all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Nel 1997 inizia a frequentare opifici toscani e laboratori del marmo a Carrara; nel 2004 fonda il laboratorio d’arte contemporanea TOR ART.

Nel 2008, insieme alla sua “spalla” Simone Zanaglia (scultore carrarese con cui ha aperto un laboratorio), ha scelto di aprirsi ai robot e adesso il 90 per cento degli artisti famosi che approda a Carrara sceglie le sue macchine e la sua manodopera per creare opere d’arte.

Filippo Tincolini, TORART  e l’Arco di Palmira.

Un’operazione di rilievo internazionale che nasce in Toscana: la copia dell’Arco di Palmira è stata realizzata da Torart, un’azienda di Carrara guidata da due giovani imprenditori, Giacomo Massari e Filippo Tincolini, e specializzata in scultura, arte contemporanea e design, nell’applicazione delle nuove tecnologie nella lavorazione del marmo, in pietre e materiali duri di diversa natura. Attraverso un approccio non invasivo, la tecnologia usata da Torart può essere applicata al mondo del restauro, offrendo la possibilità di riprodurre delle opere fino nei minimi dettagli e in modo che la lavorazione rimanga sostenibile e rispettosa nei confronti del materiale originario, del valore storico e del patrimonio culturale a cui appartiene.

In occasione del G7 della Cultura a Firenze l’Arco è stato esposto in piazza della Signoria , davanti a Palazzo vecchio. 

L’arco è stato esposto anche a Londra e New York:
da Trafalgar Square, la riproduzione dell’arco di Palmira è poi volato a New York.
L’arco monumentale di Palmira, distrutto dall’Isis, rinasce a Trafalgar Square grazie al Made in Italy. E’ stato infatti riprodotto in Toscana l’arco del Tempio di Bel, eretto sotto l’imperatore Settimio Severo. L’arco è rimasto esposto per tre giorni nella più famosa piazza londinese, di fronte alla National Gallery, poi ha volato a New York, Dubai e in varie città europee. Ricostruito in marmo egiziano su un progetto dell’Institute of Digital Archaeology di Oxford, l’arco, è due terzi in grandezza di quello originale distrutto nel 2015 dalla furia degli estremisti. Obiettivo degli archeologi è di portarlo a Palmira, in Siria, non appena la situazione sarà tornata alla normalità, in modo da poterlo piazzare vicino ai resti dell’originale




Link vai su